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Cose da sapere per la traduzione

Nella traduzione bisogna osservare alcune accortezze. Ne elenchiamo alcune di seguito.

Il Contesto

  • La traduzione viene effettuata dagli originali inglesi.
    Purtroppo il traduttore si trova di fronte a delle frasi, senza nessuna nozione del contesto nel quale sono state utilizzate
    Ci possono essere parole che in italiano hanno significati diversi,
    che non è possibile interpretare in base alla frase o parole da tradurre.
    Per esempio, "Open Source", si può riferire alla metodologia di sviluppo del software,
    oppure può essere una voce di menù "Apri il sorgente".
    La soluzione in questo caso non esiste, se non nel usare il software e verificare nelle varie circostanze l'adeguatezza della traduzione al contesto.
  • Normalmente nello stesso file da tradurre ci sono frasi dello stesso ambito. Questa può essere una discriminante per capire se una parola è da tradurre o meno.
    Per esempio, se si trova una parola TOP, viene istintivamente voglia di tradurla, ma se dopo poco si trova un SINGLE_INTERVAL_SELECTION allora qualche dubbio inizia a sorgere,
    (sono valori utilizzati come argomenti in alcune funzioni, vedi anche la parte "programmazione")

Consuetudini

  • Alcune voci di menù sono diventate di uso comune, e di fatto, per facilitare la vita agli utenti, vanno usate sempre alo stesso modo.
    Per esempio "Edit" va sempre tradotto "Modifica".
  • Per specificare ancora il punto precedente, abbiamo deciso di avere come punto di riferimento le traduzioni effettuate per "Open Office".
    Per cui, se in "Open Office" una determinata parola in un contesto è stata tradotta in un certo modo, si dovrebbe fare lo stesso anche in NetBeans.
    Bisogna anche dire, però, che le aree in comune tra Open Office e NetBeans non sono tante, trattandosi di due prodotti destinati ad utenti differenti.
  • Alcune parole sono tradotte in un determinato modo per consuetudine, anche se forse sarebbe letteralmente più corretta un'altra traduzione.
    Per esempio "Please wait", viene normalmente tradotto "Attendere prego", mentre sarebbe più corretto "Attendi, per favore".

Italiano

  • In italiano è buona norma tradurre le voci di menù con l'imperativo, e non con l'infinito.
    Per esempio: "go to page", va tradotto con "vai alla pagina" e non "andare alla pagina".

Programmazione

  • Alcune volte si possono trovare all'interno dei messaggi dei valori utilizzati dai programmi.
    Questi valori non vanno assolutamente tradotti. In genere sono di facile identificazione, tuttavia bisogna prestare attenzione.
    Per esempio YES_NO_OPTION non va tradotto, perché è un valore da passare ad una funzione.
    Personalmente non capisco perché siano stati messi nei messaggi... tuttavia bisogna stare attenti.
  • Alcune volte una parte della frase costituisce una parola chiave, il resto no. Per esempio se trovate una frase del tipo:
    {0,choice,0#Copying Project|1#Moving Project}, il significato è: se il valore è 0 "Sto copiando il progetto", se è 1 "Sto muovendo il progetto".
    La struttura {0,choice,0#<frase 1>|1#<frase 2>} non va assolutamente modificata,
    pena il mancato funzionamento del programma!
  • Quando trovate un numero tra parentesi graffe, si tratta di un parametro. Per esempio, la frase:
    Property group {0}, a run time verrà trasformata sostituendo a {0} il nome del gruppo proprietà.
    Va da se che se si toglie una parentesi o si cambia il numero o ci si dimentica di riportare l'argomento,
    lo sviluppo del parametro non sarà eseguito e la frase resterà senza una parte fondamentale delle informazioni
  • Gli apostrofi sembra che interferiscano con lo sviluppo dei parametri. In pratica, quando si tratta di usare i parametri,
    i programmatori usano una funzione java che considera l'apostrofo un delimitatore.
    La frase tradotta "All'utente {0}", che nelle intenzioni del traduttore dovrebbe diventare "All'utente Rossi", diventa invece "Allutente {0}".
    la soluzione per ovviare a questo problema è mettere due apostrofi ("All''utente {0}").
    Ovviamente questa è una soluzione empirica, non esiste nessuna certezza che la funzione di cui dicevamo venga utilizzata.
    L'unica certezza la si ha testando il risultato verificando la frase dal vivo.
    Un'altra soluzione, che però ci sentiamo di scartare perché sgradevole dal punto di vista estetico, è quella di usare l'apice singolo al posto dell'apostrofo.
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